lunedì 17 giugno 2013

Entusiasmarsi con l'arte a Sassari: parlare con i colori

MS - 14 giugno 2013

Il colore è un mezzo per influenzare direttamente l'anima. Il colore è il tasto. L'occhio è il martelletto e l'anima è un pianoforte con molte corde. L'artista è la mano che toccando questo o quel tasto, fa vibrare l'anima (V. Kandinskij, 1910)





Si è svolto venerdì 14 giugno 2013 a Sassari il secondo incontro del Percorso terapeutico attraverso l'arte ideato da Annamaria Monti, Docente di Arte-Pittrice,  e realizzato in collaborazione con Antonella Ronco, Neuropsicologa.
Al gruppo si sono unite attivamente due persone che hanno accompagnato in passato alcuni dei pazienti durante il loro percorso riabilitativo.
Il secondo incontro è stato improntato sul sentire i colori; le persone hanno scelto un colore dopo esserci entrati in contatto attraverso tecniche di rilassamento meditative. Lo stato mentale con cui ci si approccia all'azione, in questo caso al dipingere, è fondamentale e determina la qualità delle scelte che operiamo e dei movimenti che compiamo. 
Nel primo incontro l'obiettivo era la comparsa di una forma dal foglio bianco, o meglio un colore che diventasse forma. Questo incontro ha rappresentato in un certo senso il passaggio da uno stile "sensitivo", in cui vi è una riproduzione diretta della natura o dell'oggetto, a uno "immaginativo", dove l'opera si manifesta come espressione stessa dell'artista, secondo Herbert Kuhun.
Il colore di ciascuno dei partecipanti ha incontrato il foglio bianco da cui sono emerse produzioni completamente originali sebbene gli strumenti utilizzati e la consegna fossero gli stessi per tutti. Tale aspetto è stato messo in risalto dalla Docente ed evidenzia una delle caratteristiche della produzione artistica: l'originalità, che diventa il diritto di esistere e contribuire al mondo di ognuno di noi. Le produzioni emerse ricordano molto quelle del periodo degli espressionisti ma non solo. Sperimentare nella vita l'esperienza del creare e sapere che questa creazione è accolta dall'altro è un passo fondamentale per sentire ancora di avere valore; e il valore è dato almeno nei primi passi ma anche in seguito, dall'altro. Annamaria Monti ha infatti accolto nella loro singolarità le opere di tutti e ne ha valorizzato le peculirità, il gruppo ha reagito lodando l'artista di cui in quel momento si stava mostrando il lavoro.

Un aspetto interessante che è emerso sia nel primo incontro, ma che si è manifestato in modo più evidente nel secondo, è il rapporto tra quanto mostrato dal docente e le produzioni dei partecipanti. 
La docente volutamente non offre dei modelli ma una delle possibili creazioni, la sua, che possono sorgere con una determinata consegna, e questo viene espresso anche a parole. 
In determinate patologie con compromissione frontale quella che viene definita la dipendenza ambientale si manifesta durante un'attività di pittura nella ripetizione di modelli visti o proposti dall'ambiente in gradi più o meno diversi (copia modello docente, scelta dello stesso colore). Nel secondo incontro i pazienti che avevano manifestato questa tendenza accennano a un tentativo di discostarsi dal modello proposto (cambiamento di colore, cambiamento di forme) e cercando di esprimere qualcosa di originale.




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