mercoledì 23 marzo 2011

il Film Poetry ci parla per un attimo dell'Alzheimer

Abbiamo visto il film coreano Poetry, la cui protagonista, Mija, è una signora di poco piu di 60 anni affetta da una demenza di Alzheimer agli esordi.
Mijaa è adorabile, avvolta da un'aura di sensibile eleganza e il tema della demenza è toccato in modo leggero.
Si intravedono i primi sintomi legati alla memoria e all'attenzione che in lei, come anche nell'eterea protagonista di Lontano da lei, sembrano quasi normali.
Gli unici momenti n cui si parla della malattia sono di fronte a dei medici. La prima visita che Mija realizza è per un motivo fisico (prurito ad un braccio) e in quella sede il medico le consiglia attività fisica per rafforzare i muscoli, mentre da molta importanza ai sintomi legati alla memoria.
Questo mi fa pensare a quanto sia determinante che le persone che in qualche modo vengono a contatto (badanti, oss, inferimieri, medici generici) con gli anziani abbiano nel loro curriculum formativo corsi relativi alle demenze.
Il secondo incontro con un medico avviene per la comunicazione della diagnosi in cui viene fuori un aspetto insolito. Il medico, una donna, le comunica che nel decorso della malattia prima perderà l'uso dei sostantivi e poi dei verbi, forse in relazione al fatto che la protagonista si è iscritta a un corso di poesia o semplicemente perchè Mija le dice che non si ricorda i nomi delle cose (ipotesi più plausibile).
Un altro aspetto interessante è il fatto che la protagonista fa la badante a un anziano colpito da ictus che si accorge quando lei sta passando un brutto momento, questo ad indicare il legame in qualche modo forte che esiste tra i due.
Ultimo lei si inscrive a un corso di poesia perchè ha sempre parlato strano...
In conclusione la demenza, in questo caso, l'alzheimer sembra far parte degli eventi della vita, quasi un continuum con la sua eccentricità e trattato con la delicatezza della poesia.
Anzi l'unica mente che sembra funzionare ancora bene e in grado ancora di pensare è proprio quella della protagonista contrapposta a quella di sedicenni incapaci di esprimersi e quarantenni senza scrupoli di fronte alla tragedia del suicidio di una ragazzina  causato dai loro figli.
Un ritmo orientale caratterizza il film, una lentezza per cogliere la poesia anche negli aspetti tragici della vita, momento in cui urge la denuncia del poeta.

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