venerdì 8 novembre 2013

Sintomi neuropsichiatrici e atrofia neocorticale regionale nel Declino cognitivo lieve e Alzheimer

Abstract

Background: To assess the relationship between regional neocortical atrophy and psychotic symptoms in adults with mild cognitive impairment (MCI) and Alzheimer’s disease (AD).
Methods: Rates of change in regional neocortical atrophy as measured by longitudinal magnetic resonance imaging scans and the occurrence of psychotic symptoms and/or the long-term use of antipsychotic medications in 389 outpatients with MCI or AD in Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative.
Results: Atrophy rate of 3 specific neocortical regions, lateral frontal, lateral parietal, and anterior cingulate gyrus, was significantly associated with the onset of psychosis including delusions, agitation, wandering, and hallucinations and/or the need for chronic antipsychotic medications. Atrophy rate of the lateral frontal lobe correlated most significantly with onset of psychotic symptoms or need for chronic antipsychotic medications.
Conclusions: Psychosis was associated with volume loss in specific regions of the lateral frontal and parietal lobes as well as anterior cingulate gyrus

venerdì 4 ottobre 2013

Stressors psicosociali con disagio prolungato nelle donne: aumento del fattore di rischio per Alzheimer

Common psychosocial stressors in middle-aged women related to longstanding distress and increased risk of Alzheimer's disease: a 38-year longitudinal population study

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Abstract

Objective To study the relation among psychosocial stressors, long-standing distress and incidence of dementia, in a sample of women followed from midlife to late life.
Design Prospective longitudinal population study.
Setting The analyses originate from the prospective population study of women in Gothenburg, Sweden, a representative sample of women examined in 1968 (participation rate 90%) and re-examined in 1974, 1980, 1992, 2000 and 2005.
Participants 800 women born in 1914, 1918, 1922 and 1930 who were systematically selected for a psychiatric examination at baseline, in 1968.
Primary and secondary outcome measures 18 psychosocial stressors (eg, divorce, widowhood, work problems and illness in relative) were obtained at baseline. Symptoms of distress were measured according to a standardised question at each study wave. Dementia was diagnosed according to Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-III-R) criteria based on information from neuropsychiatric examinations, informant interviews, hospital records, and registry data, and measured through the whole study period.
Results During the 37 years of follow-up, 153 women developed dementia (104 of those had Alzheimer's disease (AD)). Number of psychosocial stressors in 1968 was associated (HR, 95% CI) with higher incidence of dementia (1.15, 1.04 to 1.27) and AD (1.20, 1.07 to 1.35) between 1968 and 2005, in multivariate Cox regressions. Number of psychosocial stressors in 1968 was also associated (OR, 95% CI) with distress in 1968 (1.48, 1.32 to 1.67), 1974 (1.31, 1.17 to 1.46), 1980 (1.27, 1.11 to 1.45), 2000 (1.39, 1.14 to 1.70) and 2005 (1.35, 1.02 to 1.79), in multivariate logistic regressions. Number of psychosocial stressors (HR 1.17, 95% CI 1.03 to 1.33) and long-standing distress (1968–1974–1980) (HR 1.58, 95% CI 1.03 to 2.45) were independently associated with AD.
Conclusions Our study shows that common psychosocial stressors may have severe and long-standing physiological and psychological consequences. However, more studies are needed to confirm these results and investigate whether more interventions such as stress management and behavioural therapy should be initiated in individuals who have experienced psychosocial stressors.

Addenbrooke Cognitive Examination

Validity of Addenbrooke's Cognitive Examination to Discriminate between Incipient Dementia and Depression in Elderly Patients of a Private Clinic in Lima, Peru http://www.karger.com/Article/FullText/354948

domenica 8 settembre 2013

Generosita patologica in seguito ad ictus

Abstract
Changes in socio-emotional behavior and conduct, which are characteristic symptoms of frontal lobe damage, have less often been described in patients with focal subcortical injuries. We report on a case of pathological generosity secondary to a left lenticulocapsular stroke with hypoperfusion of several anatomically intact cortical areas. A 49-year-old man developed excessive and persistent generosity as he recovered from a left lenticulocapsular hematoma. His symptoms resembled an impulse control disorder. 99mTc-HMPAO SPECT demonstrated hypoperfusion mostly in the ipsilateral striatum, dorsolateral, and orbitofrontal cortex. This case study adds pathological generosity to the range of behavioral changes that may result from discrete unilateral lesions of the lenticular nucleus and nearby pathways. In our particular case, post-stroke pathological generosity was not ascribable to disinhibition, apathy, mania, or depression. Because pathological generosity may lead to significant distress and financial burden upon patients and their families, it may warrant further consideration as a potential type of impulse control disorder.

Approccio multidimensionale all'apatia in seguito a un trauma cranico





domenica 11 agosto 2013

Una città senza memoria: villaggio per la demenza in Olanda

Una città senza memoria. Non si tratta del titolo di un romanzo ma di un nuovo modo di vivere la demenza che parrebbe un ossimoro visto che di demenza si muore.
E stato già ampiamente dimostrato che una gestione corretta dell'ambiente circostante in cui il malato di demenza vive, permette una gestione migliore dei BPSD (sintomi comportamentali).
Il villaggio Hogewey sorto in Olanda è la realizzazione appunto di un complesso in cui la persona può muoversi come se fosse ancora nel suo ambiente, una sorta di terapia della reminiscenza continua. 
Si tratta di un villaggio che si estende su 12.000 m2 di suolo calpestabile, sorto nel 2009 in cui circa 150 ospiti vivono dislocati in 23 appartamenti. 
Lo spazio dell'appartamento è suddiviso tra una camera matrimoniale e 7 camere singole.


Gli appartamenti si affacciano su spazi aperti condivisi, in cui è possibile realizzare un intensa vita sociale e disegnati per essere confortevoli e accessibili. all'interno del complesso si trovano punti di ritrovo e svago, esercizi commerciali, ecc.


Mappa del sito: viale esteso (1); 'Vijverpark' (Pond Park) (2), Piazza Teatro (3); Boulevard (4); Passage (5); piazza con area verde (6); 'Het Grote Plein' (grande piazza) (7); 'Oosthoek' (est angolo) (8), disegno: Niek Roozen, Weesp

Sono stati studiati sette ambienti differenti per personalizzare la permanenza a seconda del retroterra e dell'ambiente in cui il paziente era abituato a muoversi; tali ambienti tengono conto di vari parametri quali livello economico, culturale e religioso dell'anziano. Sebbene l'ambiente sia stato strutturato in modo da permettere unì'ampia libertà di movimento gli abitanti sono sottoposti ad una intensa supervisione da parte del personale. Ogni gruppo di 7 persone ha una persona dedicata specificatamente a loro e il personale è parte integrante della vita del villaggio (camerieri, cuochi, parrucchieri ecc.




martedì 23 luglio 2013

L'onoterapia si presenta a Viddalba


Si terra a Viddalba sabato 27 luglio 2013, ll Convegno/incontro/discussione dal titolo"Pet therapy - terapie assistite con gli animali" in cui si parlera del coinvolgimento di cavalli, asini e cani nella relazione terapeutica.
Di Onoterapia ne parleranno Alberto Secchi e Antonella Ronco entrambi formati sulla gestione dell'asino e sul suo coinvolgimento nella relazione con l'uomo.
L'intervento " Rapporti di condivisione uomo-asino nei percorsi sportivi, didattici e terapeutici". Gli autori parleranno delle specificita dell'asino e delle caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto in interventi con alcune patologie quali pazienti psichiatrici, anziani affetti da demenze, bambini/giovani con problemi comportamentali.
Alberto Secchi e Presidente dell'Associazione Regionale "Asini si nasce e io lo nakkui" e vanta una considerevole esperienza nella gestione di asini sardi in attivita sportive e ludico ricreative.
Antonella Ronco, Psicologa Clinica presso il Policlinico Sassarese s.p.a di Sassari esperta in Neuropsicologia clinica e Neuropsicopatologia e in Attivita Assistite con gli animali, allevatrice di 3 splendidi asini meticci.
Antonella Ronco e' responsabile all'interno del Policlinico Sassarese s.p.a. del progetto sperimentale di Pet therapy (cane) con pazienti neurologici in collaborazione con la Veterinaria Comportamentale Loriga Michela e l'Associazione di cui fa parte.
Alberto Secchi e Antonella Ronco Insieme collaborano per l'attivazione di percorsi terapeutici di onoterapia presso strutture pubbliche e private.

martedì 9 luglio 2013

Terapia con gli asini sardi approda in RSA a Olbia


Oggi si e' svolto il primo dei due incontri di onoterapia presso RSA Smeralda di Padru.
Le attivita hanno visto coinvolte attivamente due asine sarde e una asinella che ha fatto da mascotte ma essendo di giovane eta non e' ancora pronta per partecipare come coterapeuta.
Tosca e Lady sono due asine che possiedono le giuste caratteristiche di coinvolgibilita per terapie assistite con gli animali: sono fiduciose, si sono adattate al nuovo ambiente e tra un paziente e l'altro hanno dimostrato di imparare mostrandosi sempre piu sicure nello svolgimento delle attivita rimanendo sempre in relazione autentica con gli ospiti dell'RSA.
Le asine erano condotte nelle attivita da Alberto Secchi, allevatore e proprietaro degli animali e da Antonella Ronco, Psicologa Clinica e allevatrice di asini.Entrambi possiedono una solida formazione sia nella gestione dell'animale che nella conduzione dell attivita; Alberto Secchi appartiene all'associazione nazionale Asini si Nasce con cui ha acquisito brevetti per la conduzione degli asini in trekking someggiati e attivita assistite. Antonella Ronco, lavora al Policlinico Sassarese nella UO di Riabilitazione Neuromotoria ed e Pet therapist (cani e asini) con approccio zooantropologico (Scuola di interazione Uomo Animale - SIUA). il programma e' stato concordato con la Psicologa della struttura Vanessa Cabuderra.
Le attivita si sono svolte in un'area all'aperto e in ombra e gli ospiti hanno partecipato divisi in 4 Gruppi di 5/6 persone, molti di loro possedevano ausilii come carrozzine ma questo non e stato un ostacolo per lo svolgimento delle attivita in quanto gli animali seguivano fianco a fianco le carrozzine nei percorsi. Ogni ospite e potuto entrare in relazione con le asine attraverso attivita di cura dell'animale, percorsi e rilassamento.
Il personale della struttura ha partecipato con entusiasmo alle attivita dimostrando una straordinaria capacita ad empatizzare con gli animali.